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Come de-fonderci dai nostri pensieri… negativi! Un nuovo approccio alla sofferenza causata dai nostri stessi pensieri
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La maggior parte dei nostri pensieri purtroppo, include scenari negativi! Immaginiamo di fallire, di poterci trovare in imbarazzo, di perdere le persone che amiamo, e molto altro ancora.
Spesso il trovarci completamente immersi in questi pensieri ci fa sentire sbagliati, inadeguati, lontani da ciò che “dovremmo” e vorremmo essere. In realtà, la nostra mente è programmata per proteggerci e metterci in guardia da tutti i possibili pericoli, e in anni di evoluzione si è specializzata nel “regalarci” pensieri negativi al fine di massimizzare le nostre chance di sopravvivenza. Così, passiamo la maggior parte del tempo a preoccuparci di cose che probabilmente non accadranno mai. Una delle terapie cosiddette di “terza generazione”, l’ACT (Acceptance and Commitment Therapy), suggerisce che possiamo assumere due prospettive diverse verso i nostri stessi pensieri: una che viene chiamata “stato di fusione” e il suo opposto, uno stato di de-fusione.
Secondo tale approccio i pensieri negativi non sono problematici di per sè, lo diventano solo quando ci immergiamo totalmente in essi, tanto da fonderci con le storie che la nostra mente ci racconta.

In uno stato di Fusione infatti, non dubitiamo dei nostri pensieri, anzi, ci crediamo senza riserve, li consideriamo verità assoluta, ci fidiamo a tal punto da obbedire automaticamente ad essi.
Abbiamo visto che la nostra mente è programmata per produrli continuamente, per cui l’ACT insegna che tutti i tentativi di combatterli, negarli e ignorarli non serviranno a nulla! Piuttosto, ciò che diventa utile è imparare ad accettarli per quello che sono, ovvero parole, suoni, immagini, nient’altro che “storie” eternamente proiettate dalla nostra mente.
La defusione, una delle tecniche offerte da questo approccio, consiste nel prendere le distanze dai nostri stessi pensieri, riconoscendoli come tali e accettando che esistano come un costante sottofondo alla nostra realtà quotidiana. Cessando di lottare contro i nostri pensieri e allenandoci nella defusione, essi perderanno automaticamente il loro potere e la loro influenza su di noi.
Russ Harris nel suo libro “La trappola della Felicità”, suggerisce diverse tecniche per facilitare la defusione dai pensieri spiacevoli: è possibile cominciare prestando attenzione alle storie che la nostra mente tende a proiettare più spesso, alcune delle quali possono essere: “sono proprio inutile”, “non ce la farò mai”; una volta identificate, proviamo a fare un passo indietro dicendo a noi stessi “ecco! sto avendo il pensiero….”, “noto che la mia mente mi sta passando questo pensiero…”. La defusione è un’abilità che, se esercitata, può contribuire a far sì che i pensieri spiacevoli non costituiscano un ostacolo ai nostri obiettivi.

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